• 06 dic 2024

Un 2025 consapevole: buoni propositi e riflessioni per il nuovo anno

Lo conosci il rituale. Il 30 o il 31 dicembre prendi un foglio, scrivi una lista di cose che vuoi cambiare, fare, imparare nel 2025. Iscriversi in palestra. Leggere un libro al mese. Bere meno vino. Imparare una nuova lingua. Per la prima settimana di gennaio sei carica. Poi, da qualche parte tra metà mese e febbraio, la lista finisce in un cassetto. E l'anno dopo, quasi identica, la riscrivi.

Non è una questione di forza di volontà. È una questione di come imposti la cosa.

Con l'arrivo del 2025 voglio proporti un modo diverso di affrontare i buoni propositi del nuovo anno - uno spirito più yogico, dove la voglia di cambiamento si bilancia con la gratitudine per quello che già c'è e con la capacità di lasciar andare quello che non serve. Tre passaggi semplici, ma che cambiano molto.

PS. Se ti accorgi che tra le cose che ti tengono in scacco c'è la mente che non sta zitta, leggi anche l'articolo sul monkey mind. Aiuta.

1. Intenzione, non buon proposito

Darsi degli obiettivi è un gesto nobile. Ma quante volte ti fermi davvero a chiederti perché stai dando proprio quell'obiettivo? Spesso si cade in due trappole opposte: obiettivi troppo concreti, che non spiegano la qualità che vogliamo coltivare, oppure troppo astratti, che non ci dicono come fare.

La via di mezzo è partire dall'intenzione. Un'intenzione è una qualità profonda che vuoi coltivare attraverso azioni concrete - è il "perché" prima del "cosa".

Due esempi:

Invece di "voglio andare in palestra 3 volte alla settimana", prova a chiederti perché. Forse vuoi più energia, vuoi prenderti cura del tuo corpo, vuoi un momento tutto tuo per scaricare lo stress. Forse - e qui può uscire una verità interessante - te lo prefiggi solo perché senti la pressione di certi canoni, e in realtà ti basterebbe camminare al parco.

Invece di "voglio leggere un libro al mese", scopri il bisogno sotto: forse è uno spazio quotidiano lontano dagli schermi. O semplicemente rallentare e darti del tempo, magari esplorando altre forme - scrivere, dipingere, suonare.

Partire dall'intenzione ti rende flessibile. Se ti focalizzi sul perché invece che sul cosa, puoi adattarti senza perdere il contatto con quello che conta davvero per te. E la lista nel cassetto, quest'anno, non finisce.

2. La gratitudine per quello che già c'è

Il passo dopo è meno spettacolare ma altrettanto potente: fermarti a vedere quello che già c'è.

Siamo costantemente puntate su quello che ci manca, su quello che desideriamo, sull'idea (un po' ingenua) che basterà ottenerlo per essere finalmente felici. Quasi mai ci giriamo a guardare la strada che abbiamo già fatto. Le persone che ci sono. Le qualità che abbiamo coltivato.

La gratitudine è una pratica precisa, e ha un solo segreto: va praticata davvero, non solo pensata. Ne ho parlato anche nell'articolo sulla gratitudine se vuoi approfondire.

Un esercizio per chiudere il 2024

Prima di iniziare il 2025, prova questo:

Trova uno spazio tranquillo. Dedica 15-20 minuti solo a te, senza distrazioni. Una candela, qualche respiro profondo, e basta.

Ripensa al 2024. Cosa è successo di bello quest'anno? Quali esperienze ti hanno insegnato qualcosa? Quali momenti, anche piccoli, ti hanno fatto sorridere?

Prendi carta e penna e scrivi tre cose del 2024:

  • Persone: chi ha arricchito la tua vita quest'anno? Un'amica, un familiare, anche una nuova conoscenza che ha lasciato il segno

  • Esperienze: quali esperienze ti hanno dato energia o ti hanno fatto crescere? Non importa se grandi o piccole. Anche una serata di risate con gli amici merita di stare nella lista

  • Qualità personali: quali tratti hai coltivato o riscoperto? Pazienza, creatività, coraggio, lentezza, una nuova capacità di dire no

Chiudi con un grazie. Leggi tutto ad alta voce e finisci con un pensiero di gratitudine. Non serve elaborare. Anche un semplice "grazie per tutto quello che ho vissuto" basta.

3. Lasciare andare quello che non serve

Una delle sfide più grandi dell'esistenza è imparare a lasciar andare. Eppure, ogni volta che molli qualcosa che non ti serve, fai spazio a qualcosa di nuovo - prospettive, persone, esperienze. È da lì che nasce il cambiamento.

Nella vita di tutti i giorni ci attacchiamo inevitabilmente: la mia auto, la mia casa, i miei figli, il mio lavoro, le mie aspettative. Cerchiamo di etichettare, controllare, mettere confini netti tra noi e gli altri. Ci chiudiamo in un recinto, in un mondo che ci insegna esattamente l'opposto - perché la vita non è prevedibile né controllabile.

Lo yoga ha un nome preciso per questo lavoro: aparigraha, il non-attaccamento. È uno dei cinque yama, i principi etici della tradizione yogica. Aparigraha non significa diventare indifferenti a quello che vuoi o che hai. Significa non esserne dipendenti. Smettere di definire la tua esistenza attraverso ogni singola cosa che fai, pensi, hai o vuoi.

In pratica, vuol dire:

  • lasciare andare il giudizio verso te e verso gli altri;

  • accettare il flusso della vita per come è, non come vorresti che fosse;

  • distaccarti dal risultato finale, mettendo l'attenzione sul percorso.

Un esercizio per lasciar andare

Anche qui, carta e penna:

Riconosci quello che ti pesa. Scrivi tre cose a cui senti di essere troppo legata e che vivi come un peso - possono essere relazioni, emozioni, aspettative non realizzate, abitudini.

Chiediti perché. Quale bisogno o quale paura c'è dietro quell'attaccamento? La risposta spesso sorprende.

Lascia andare. Fai un respiro lungo e visualizza il gesto di mollare la presa. Anche solo simbolicamente, anche solo per un istante.

Trasforma il peso in gratitudine. Per ognuna di quelle cose, trova un aspetto positivo che ti ha lasciato. Quasi sempre c'è.

Il tuo 2025 inizia da qui

Prenderti del tempo per riflettere, lasciar andare quello che non ti serve più e scegliere intenzioni autentiche è un gesto molto più potente di una lista di buoni propositi. Non serve essere perfetta o fare tutto subito: basta un passo alla volta, rispettando i tuoi tempi.

Se vuoi un accompagnamento per costruire una pratica costante che sostenga le tue intenzioni - yoga, meditazione, respirazione consapevole - su Meditamente trovi diversi percorsi, pensati per momenti diversi della vita: quando l'ansia prende troppo spazio, quando il lavoro è una pressione costante, quando il sonno fatica ad arrivare. Puoi scegliere quello che ti serve adesso, e cambiarlo quando il bisogno cambia.

Sono qui se hai dubbi o se vuoi capire da dove partire.

Namasté,

unayogi