Svadhistasana

  • 11 apr 2025

Svadhisthana, il secondo chakra: sintomi del blocco e come riequilibrarlo

Hai presente quando vorresti goderti qualcosa - un piatto, una passeggiata, una serata - e invece la senti scivolare addosso, come se la parte di te capace di sentire piacere fosse stata messa in pausa? Oppure quando vorresti creare qualcosa - scrivere, ballare, anche solo un'idea - e dentro è il vuoto? O ancora il contrario, quando le emozioni ti travolgono e non riesci più a starci dentro?

Per la visione yogica, queste sensazioni, apparentemente diverse, hanno una radice comune: svadhisthana, il secondo chakra. È il centro energetico delle emozioni, della creatività, della fluidità, della sensualità. E quando non scorre, lo senti.

In questo articolo ti racconto cos'è il secondo chakra, dove si trova, qual è la sua simbologia, cosa succede quando è bloccato e come lavorarci sopra - dalla pratica yoga ai gesti più semplici della vita quotidiana.

Cos'è e dove si trova il secondo chakra

Svadhisthana è il secondo dei sette chakra principali secondo la tradizione tantrica. Il nome arriva da due parole sanscrite: sva (sé, proprio) e adhisthana (sede, dimora). Letteralmente: "la propria dimora". Il luogo dove abita il sé più autentico e fluido.

Si trova nella zona del sacro, all'altezza del basso ventre - circa due dita sotto l'ombelico, sulla colonna vertebrale. Governa pelvi, fianchi, organi riproduttivi, vescica, reni e tutta la parte fluida del corpo.

Mentre muladhara, il primo chakra, è radicamento e stabilità (la terra), svadhisthana è movimento, scorrimento, capacità di sentire (l'acqua). È il chakra che ti permette di fluire: tra emozioni, esperienze, persone, fasi della vita.

La simbologia del secondo chakra

La simbologia di svadhisthana ruota intorno al tema dell'acqua e della fluidità.

Colore: arancione. Il colore dell'energia creativa, del calore solare riflesso sull'acqua, della passione che scorre senza bruciare.

Elemento: acqua. Tutto quello che impari sull'acqua - adattabilità, capacità di prendere la forma del recipiente che la contiene, di scorrere intorno agli ostacoli - vale per questo chakra.

Yantra: una mezzaluna bianca o argentata inscritta in un loto a sei petali. La luna richiama il legame con i cicli, le maree, le emozioni che vanno e vengono.

Bija mantra: il suono VAM, da vibrare per attivarlo.

Divinità: Vishnu, il preservatore, è la divinità maschile principale. La controparte femminile è Rakini, espressione della shakti che governa le acque interiori.

A differenza di muladhara, qui non c'è un granthi (nodo energetico) specifico. Ma c'è un altro tipo di sblocco da fare: lasciare scorrere quello che si è cristallizzato. Le emozioni trattenute, le passioni messe da parte, la creatività rimasta ferma per anni nel cassetto.

Perché il secondo chakra è importante

Se muladhara dà la base, svadhisthana è quello che ci si appoggia sopra: la vitalità, la gioia, la capacità di sentire. Quando il primo chakra è solido ma il secondo è bloccato, sei stabile ma non vivi davvero - esisti, sopravvivi, ma non ti emozioni.

Lavorare su svadhisthana significa affrontare questioni precise: il rapporto con le tue emozioni, la tua capacità di provare piacere senza colpa, la tua creatività, la tua sensualità, il modo in cui stai nelle relazioni. Solo quando questo chakra scorre puoi accedere alla parte di te capace di gioia, quella vera, non quella che fingi quando ci sono ospiti.

A svadhisthana corrispondono i bisogni che si formano dopo la prima infanzia: il bisogno di esprimerti, di sentirti viva, di connetterti con gli altri in modo non solo funzionale, di godere della vita per quello che è.

Sul piano fisico, il secondo chakra è collegato alle ghiandole riproduttive (ovaie e testicoli), che governano gli ormoni del desiderio, dei cicli, della fertilità - non solo biologica, ma anche creativa.

Cosa succede quando svadhisthana chakra è bloccato

Anche qui, come per il primo chakra, il blocco si manifesta in due modi opposti, e in entrambi manca la stessa cosa: la capacità di scorrere.

In carenza: tutto sembra spento. Le emozioni non arrivano o arrivano smorzate. Non riesci a sentire piacere nelle cose che prima ti piacevano. La creatività è ferma - sai che dovresti fare qualcosa, ma dentro non c'è niente da tirare fuori. Le relazioni sono funzionali ma piatte. Spesso compare anche una rigidità fisica nella zona dei fianchi, del bacino, del basso ventre - il corpo che riflette quello che succede dentro.

In eccesso: il contrario. Le emozioni ti travolgono e non riesci a contenerle. Salti da un entusiasmo all'altro, da un'attrazione all'altra, da un progetto all'altro senza portarne mai a termine uno. Le relazioni diventano dipendenti, drammatiche, intense ma instabili. A volte compaiono comportamenti compulsivi (con il cibo, con il sesso, con l'attenzione altrui) che sono il modo in cui il sistema cerca di sentire qualcosa, qualunque cosa, pur di non sentire il vuoto.

I sintomi più comuni di un secondo chakra bloccato sono: mancanza di creatività, emozioni piatte o esplosive, difficoltà a provare piacere, rigidità nella zona di fianchi e bacino, relazioni instabili o piatte, rapporto difficile con la propria sensualità.

Esercizi e pratiche per riequilibrare il secondo chakra

Lavorare su svadhisthana passa da tre vie: il corpo (yoga di apertura del bacino), la mente (meditazione e creatività), l'acqua (l'elemento di questo chakra).

Yoga: bacino e fianchi

L'organo d'azione del secondo chakra sono fianchi e bacino. È la zona che, nella nostra vita sedentaria, accumula più tensione, e che spesso resta bloccata per anni senza che ce ne rendiamo conto. Riaprirla, gradualmente, è uno dei modi più diretti per far scorrere di nuovo svadhisthana.

A differenza delle asana per il primo chakra (statiche, di radicamento), qui servono movimenti fluidi, ondulazioni, aperture. L'idea è imitare l'acqua, non la roccia.

Alcune asana che lavorano direttamente su svadhisthana:

Baddha konasana (la farfalla): si siede con le piante dei piedi unite e le ginocchia aperte. Apre i fianchi e libera la zona pelvica. Si può fare anche con un dolce dondolio.

Upavishtha konasana (apertura laterale seduta): in posizione seduta a gambe larghe, ci si piega lentamente in avanti. Allungamento profondo della parte interna delle cosce e del bacino.

Anjaneyasana (affondo basso): un ginocchio a terra, l'altro piegato a 90°. Apre lo psoas e tutto il fronte del bacino, una delle zone dove si accumula più tensione emotiva.

Eka Pada Rajakapotasana (piccione): la regina degli hip openers. Profonda, intensa, e quasi sempre fa uscire emozioni. Da fare con cautela e respiro.

Marjariasana-Bitilasana (gatto-mucca): con focus sui movimenti del bacino, ondulato, lento. È l'asana più "acquatica" che esista.

Utkata konasana (la dea): in piedi a gambe larghe e ginocchia piegate, attiva tutta la zona pelvica e il pavimento pelvico.

Meditazione sul secondo chakra

Tre vie per meditare su svadhisthana:

Bija mantra VAM: ripeti il suono VAM, ad alta voce o mentalmente, sentendo la vibrazione che risuona nella zona del basso ventre, sotto l'ombelico.

Visualizzazione del colore e della localizzazione: chiudi gli occhi e visualizza una sfera arancione che ruota all'altezza del sacro. Immaginala fluida, come acqua in movimento, sentendo la zona del bacino sciogliersi.

Mandala di svadhisthana: guarda intensamente il mandala (mezzaluna bianca o argentata in un loto a sei petali arancioni), poi chiudi gli occhi e portalo dentro, nella zona del basso ventre.

Per approfondire come funziona la meditazione sui chakra in generale, ne ho parlato nelle tecniche di meditazione.

Acqua, creatività e altre abitudini

Stare con l'acqua: il modo più diretto di nutrire svadhisthana è il contatto con il suo elemento. Una nuotata, un bagno caldo con calma, una passeggiata vicino al mare o a un fiume, una doccia consapevole. Fa più di quanto sembri.

Espressione creativa: dipingere, scrivere, ballare, cantare, suonare, cucinare con attenzione, prendersi cura di un giardino. Non importa il risultato, importa che qualcosa esca da dentro e prenda forma fuori. È il movimento naturale del secondo chakra.

Respiro fluido: alcuni pranayama lavorano bene sul bacino, soprattutto il respiro yogico completo, che porta movimento alla zona del basso ventre. Stenditi a pancia in su, respira nel ventre e senti l'addome alzarsi e abbassarsi come un'onda.

Permetterti di sentire: la pratica forse più sottile, ma anche la più potente. Quando arriva un'emozione - gioia, tristezza, rabbia, desiderio - invece di reprimerla o di farla esplodere, restaci dentro per qualche secondo. Senti dove la senti nel corpo. Lasciala passare. Non serve fare niente: serve lasciarla scorrere.

Se vuoi approfondire

Il sistema dei chakra si capisce meglio se lo guardi nel suo insieme: per una visione d'insieme leggi l'introduzione ai chakra. Se vuoi seguire la sequenza naturale del lavoro energetico, parti dal primo chakra, muladhara, perché senza una base solida, il flusso del secondo chakra fatica a trovare casa.

Sono qui se hai dubbi o se vuoi approfondire.

Namasté,

unayogi